Danno endoteliale e stasi da reflusso venoso

  1. Linee guida della trombosi venosa profonda
  2. Salicilato di sodio con finalità rigenerativa
  3. Linee guida degli sclerosanti obliterativi (anno 1980)
  4. Linee guida internazionali del salicilato di sodio
  5. Linee guida internazionali della terapia elastocompressiva

Il Collegio Italiano di Flebologia (C.I.F.) rappresenta l’Italia nell’ Union International de Phlébologie : nel triennio 1998-2000  tre gruppi si sono costituiti per la produzione di linee guida terapeutiche. Nel 2002 si è provveduto alla ulteriore revisione con soli specialisti medici cultori della flebologia e categorie diverse di esperti interessati all’ argomento (giuristi e rappresentanti degli utenti). La Revisione del 2003 è un rapporto basato sull’ evidenza a cura del Collegio Italiano di Flebologia in accordo con :

Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare

Società Italiana di Diagnostica Vascolare – G.I.U.V

Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare

Società Italiana per lo Studio della Microcircolazione

Il salicilato di sodio è presente ed internazionalmente validato per il suo valore terapeutico al pari di poche altre soluzioni sclerosanti. Ad esempio,  una soluzione al 20% di salicilato è raccomandata per la sclerosi obliterativa all’ interno di varici di medie proporzioni (scheda degli sclerosanti validati pubblicata su ACTA PHLEBOLOGICA – vol. 4 – n° 1-2 – agosto 2003).

 Vedere la tabella sottostante:

Teleangiectasie Varici reticolari Piccole-medie varici Grosse varici Tronchi safenici
Glicerina cromata 72%
Salicilato di sodio 8% 12% 20%
Polidocanolo 0,25-0,5% 1% 1-2% 3-4% 3-4%
Tetradecilsolfato di sodio 0,1-0,2% 0,2-0,3% 1-2% 3% 3%
Iodio/ioduro di sodio 2% 2-4% 4-8-12%

Il medico od il flebologo che pratica da anni la metodologia terapeutica alternativa denominata con l’acronimo T.R.A.P.  ed anche nota come Fleboterapia Rigenerativa, sa’ di poter ottenere, per l’esperienza validata da migliaia di casi, il rimodellamento della parete venosa non obliterativo (cioè senza chiusura del lume vasale, ma con il suo restringimento ed irrobustimento di parete) con percentuali ben inferiori al 20% e mediamente ridotte al 3% di salicilato di sodio.

Il salicilato di sodio è ottimamente tollerato. E’ il più antico, conosciuto e sperimentato sclerosante del Mondo. Tale principio attivo è da sempre fornito in preparazione Galenica al medico che ne faccia richiesta per le necessità terapeutiche dei propri pazienti, presso le Farmacie Ospedaliere e del S.S.N. Per la sua efficacia nella terapia sclerosante delle varici, al salicilato non si rende necessario l’ addizionamento di gas endovenosi (principio attivo noto come scleromousse).

La T.R.A.P. è un trattamento ideato dal Dott. Sergio Capurro in cui il salicilato di sodio viene utilizzato ad una bassa concentrazione normalmente non utilizzata e pari a 0.090 gr. diluiti ogni 3 ml. e ritenuta nella mia personale esperienza una terapia valida ed efficace.

Tecnica
Come ogni lavoro manuale la scleroterapia richiede apprendistato. Le diverse tecniche attualmente in uso derivano dalle tre scuole classiche europee di Tournay (404), Sigg (379) e Fegan (151), descritte in due testi disponibili in lingua italiana (174, 261 ). Il tipo e concentrazione del liquido sclerosante variano a seconda del tipo di varice e sono riportate nella tabella V.
Le iniezioni vengono praticate in più sedute, distanziate da pochi giorni a poche settimane una dall’altra, a seconda della tecnica personale. Gli scopi della terapia si ottengono meglio, e con meno effetti indesiderati, se immediatamente dopo le iniezioni sulle vene iniettate e sulla gamba vengono applicate delle compressioni mediante spessori, bendaggi adesivi o mobili, o con tutori elasto-ompressivi (calze) (427). Tali compressioni sono tanto più importanti e prolungate (da 3 a 6 settimane o più), quanto più grandi e diffuse sono le varici da trattare. In alcuni casi – per esempio varici grandi, gambe con tendenza all’edema – la compressione è indispensabileLa maggiore efficacia dell’iniezione sclerosante sotto guida ecografica (ecoscleroterapia) non è stata ancora confermata. Altrettanto dicasi della recente proposta di iniettare i mezzi sclerosanti di tipo detergente (polidocanolo o tetradecil solfato di sodio) in forma di microschiuma e non liquido (282, 76, 152).

Raccomandazioni:
Non esiste standardizzazione della tecnica, delle concentrazioni e quantità degli agenti sclerosanti.

  • Il salicilato di sodio viene da me impiegato abitualmente in concentrazioni dal 2% al 4%
  • All’iniezione sclerosante sotto guida ecografica (ecoscleroterapia) viene da me associata la strumentazione di imaging peri-operativo con tecnica di riflessione ed assorbimento “vicino all’ infrarosso corto” o “transilluminazione” a luce visibile.
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