Danno endoteliale e stasi da reflusso venoso

  1. Linee guida della trombosi venosa profonda
  2. Salicilato di sodio con finalità rigenerativa
  3. Linee guida degli sclerosanti obliterativi (anno 1980)
  4. Linee guida internazionali del salicilato di sodio
  5. Linee guida internazionali della terapia elastocompressiva

Le calze della gamma den. (denari) e la gamma terapeutica (mm. di Hg) : normative UE

Attuali linee guida in Flebologia “sulla base della elasto – compressione esercitata alla caviglia ed espressa in mm. di Hg” e le indicazioni formulate nelle 4 classi secondo i criteri della normativa Francese o Tedesca.

Il Collegio Italiano di Flebologia (C.I.F.) rappresenta l’Italia nell’Union International de Phlébologie : nel triennio 1998-2000 tre gruppi si sono costituiti per la produzione di linee guida terapeutiche. Nel 2002 si è provveduto alla ulteriore revisione con soli specialisti medici cultori della flebologia e categorie diverse di esperti interessati all’argomento (giuristi e rappresentanti degli utenti). La Revisione del 2003 è un rapporto basato sull’evidenza a cura del Collegio Italiano di Flebologia in accordo con :

Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare
Società Italiana di Diagnostica Vascolare – G.I.U.V
Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
Società Italiana per lo Studio della Microcircolazione

pubblicata su ACTA PHLEBOLOGICA – vol. 4 – n° 1-2 – agosto 2003).

I TUTORI ELASTICI
I tutori elastici, di tipo preventivo o terapeutico (74; 309, 410, 418), fabbricati in diverse taglie con
procedure standard o su misura, sono distinti a seconda della loro lunghezza in:

  • gambaletto
  • calza a mezza coscia
  • calza
  • monocollant
  • collant

cui vanno aggiunti i bracciali per l’arto superiore. Quando la compressione esercitata alla caviglia è al di sotto dei 18 mm di Hg., il tutore è detto “preventivo o riposante”. La sua efficacia è  controversa, così come quella dei tutori elastici che dichiarano la pressione esercitata in “deniers” (den). (40, 309, 418) Quando la compressione esercitata alla caviglia supera i 18 mm di Hg., il    tutore è detto “terapeutico”. Esso esercita sull’arto inferiore una compressione definita e graduata, che è decrescente dal basso verso l’alto, essendo il 100% alla caviglia, il 70% al polpaccio e il 40%  alla coscia. (410; 418) Sulla base della compressione esercitata alla caviglia ed espressa in mm di Hg i tutori terapeutici vengono raggruppati in 4 classi. L’appartenenza di un tutore all’una o all’altra
classe varia a seconda che si consideri la normativa tedesca oppure la normativa francese. Le ditte fabbricanti calze elastiche terapeutiche sulla base della normativa tedesca RAL GZ 387 propongono quattro classi di compressione:

Classe Compressione in mm di Hg
1a 18,7 – 21,7
2a 25,5 – 32,5
3a 36,7 – 46,5
4a >58,5
Sulla base della normativa francese NFG 30-102 B i tutori elastici terapeutici vengono ancora raggruppati in quattro classi di compressione, ma con valori inferiori:

Classe Compressione in mm di Hg
1a 10-15
2a 16-20
3a 21-36
4a 36

Accanto alle calze preventive e a quelle terapeutiche vanno prese in considerazione le calze cosiddette “antiembolia” (40; 111; 418) per la profilassi degli episodi tromboembolici. Queste si differenziano dagli altri modelli, perché danno una compressione standard di 18 mm di Hg alla caviglia e di 8 mm di Hg alla coscia e quindi possono essere indossate e tollerate anche a riposo. Norme di costruzione Le norme di costruzione di un tutore elastico sono state emanate, su richiesta delle Autorità della Germania, per la necessità di ammettere i tutori al rimborso monetario, secondo il prontuario terapeutico tedesco dei farmaci e dei presidi (125).

Essa contiene:

  • una tabella che stabilisce le quattro classi di compressione in cui rientrano tutti i tutori per la terapia elastocompressiva;
  • una tabella in cui viene messo in evidenza la corretta distribuzione della compressione, affinché il tutore elastico garantisca il  giusto gradiente lungo l’arto inferiore nelle varie classi;
  • un capitolato che specifica come deve essere costruito il tutore elastico con particolare attenzione alle caratteristiche della doppia estensibilità, sia in senso longitudinale, che circonferenziale;
  • sono dettate specifiche modalità di esecuzione per quanto riguarda le cuciture, i bordi, il tallone, ecc.;
  • sono riportati i materiali utilizzabili con precisi limiti alla sottigliezza del filo, in maniera da ottenere un prodotto dalla necessaria robustezza con proprietà costanti nel tempo;
  • una apposita sezione riguarda infine le modalità dell’esame ispettivo di idoneità della calza.

La normativa RAL-GZ 387, La cui ultima revisione risale al Settembre 2002 (337), affida a due Istituti autorizzati, l’uno in Germania e l’altro in Svizzera, il test preliminare -sistema HOSY- che certifica  la corrispondenza del tutore alle specifiche tecniche, con particolare riguardo al controllo visivo, alle prove di elasticità trasversale e longitudinale, all’analisi dei materiali utilizzati. Nello stesso tempo impone un sofisticato test di rilevamento delle compressioni e del loro andamento decrescente dal basso verso l’alto, attuato mediante una particolare apparecchiatura in grado di misurare qualsiasi tipo di calza elastica e di registrare le loro prestazioni sia in statica che in dinamica. Questa normativa, molto severa e restrittiva, che da oltre trenta anni controlla la produzione e la circolazione dei  tutori elastici in Germania, è stata proposta come modello per l’elaborazione di una regolamentazione a livello di Unione Europea.